Cari amici lettori, cerco di riprendere l’attività sul sito.
Lo faccio con una storia esemplare: considerazioni sulla carriera di un uomo che ha cominciato l’attività di critico d’arte augurando a Federico Zeri la morte immediata. Ha finito (ma è solo una speranza) , da politico, auspicando una morte violenta a quella “faccia di merda” del giornalista di Report che tentava di intervistarlo, poi ha esteso l’auspicio ai giornalisti de Il fatto quotidiano, se ho capito bene, pure loro “facce di merda”.
Nei ritagli di tempo (ne ha avuto molto) ha offeso le capre di tutto il mondo che, se lo incontrano, due corna nel culo non gliele toglie nessuno.
Secondo voi, nella sua qualità di cittadino cui sono affidate funzioni pubbliche, ha servito con disciplina e onore il suo paese?
Se vi tormenta il dubbio, consultatevi con il deputato che avete eletto.
Che voi avete eletto perché io non mi sento cittadino di questo paese.
Lunga vita agli onorevoli.
macchia
PS.
C’è un proverbio che gli antichi bolognesi come il sottoscritto ricordano ancora, nonostante il computer e l’intelligenza artificiale. Farà piacere al nostro eroe senza macchia e senza paura. Eccolo:
I azidànt i fèn al gîr d’la mura
e pó i tornen a chi li augùra.
che tradotto per i turisti che arrivano sui barconi, assicura, più o meno, che
gli accidenti fanno il giro delle mura
e ritornano a chi li augura.
rimacchia
un ritorno in sordina il tuo….
Si fa quel che si può, Enrico.
macchia