Il 4 febbraio si è tenuta a Bologna, sala Borsa, una giornata dedicata agli “Stati generali dell’immaginazione“ per ragionare a 360° sul mondo delle storie, di chi le scrive, le pubblica, le mette in scena, le filma, le disegna. Non un festival, non un’occasione di promozione personale, ma un confronto vero e aperto fra chi ama le storie e non potrebbe vivere senza, un momento per dirsi chiaramente cosa sta succedendo, cosa si vorrebbe che accadesse, per parlare di realtà, speranze, desideri e, perché no, sogni”.
Massimo Carlotto e Patrick Fogli hanno chiamato a raccolta narratori e scrittori per un confronto aperto sulla creatività…
Peccato che io non abbia sentito la chiamata. Forse ero distratto.
Peccato: mi sarei seduto in platea avrei ascoltato con interesse e attenzione il parere di colleghi importanti sul romanzo.
Da anni andavo chiedendo agli amici scrittori di organizzare un incontro con gli autori e i lettori proprio per capire cosa stia succedendo nella letteratura italiana.
Sono contento che qualcuno ci sia finalmente riuscito. E ancor più contento perché ci si è finalmente accorti che il noir ha perso la sua forza. Quando lo raccontai io, anni fa, sembrò che avessi bestemmiato il sacro nome del dio protettore degli scrittori.
Mi auguro che dall’incontro siano venute buone idee e buoni spunti per il futuro del romanzo italiano.
Se pubblicherete gli atti dell’incontro, avvertitemi. E a voce alta, stavolta. Non ve la prenderete se anch’io trarrò giovamento e vantaggi per il mio lavoro dai suggerimenti usciti dalle vostre discussioni.
macchia