AI MIEI 27

Invito i miei 27 lettori ad andare all’articolo UNA SIGNORA PERBENE, qui sotto, e aprire i commenti. C’è un interessante scambio di vedute fra me e un che non la pensa come me. Il che è giusto, proficuo e interessante.
loriano

Una signora perbene

“La guerra in Europa non è impossibile”.
Se, come riportano i giornali oggi, questa frase l’ha veramente pronunciata l’incredibile signora Von der Leyen, presidente dell’Unione Europea, vuol dire che i padri fondatori dell’unione, in qualunque luogo si trovino ora, devono essere molto, molto arrabbiati. Uno dei principi fondamentali per l’Europa unita era proprio quello che riguardava le guerre.
Mai più guerre in Europa.
Oggi i princìpi politici che guidano l’Europa sono quelli economici e finanziari. Il resto, tutto il resto, sicurezza sociale dei cittadini, concordia fra gli stati, mutua assistenza, diffusione delle culture, accoglienza…
Da buttare. Anzi, già buttato nel cesso. E tirata anche l’acqua. Che non resti traccia di illusioni obsolete.
Oggi serve un’Europa più sovrana, come raccomanda l’ex ministro della difesa tedesco. Più armata, insomma, come raccomandano i costruttori di armi, dispensatori di pace armata.
Si vis pacem, para bellum, sostenevano i padri dei nostri padri dei nostri padri dei nostri padri… e giù, fino all’impero romano.
A me non serve l’Europa che ci stanno preparando. E come a me, a moltissimi altri. Probabilmente alla maggioranza degli Europei.
macchia.

PS. Ogni volta che incontro (si fa per dire) la signora presidente Vov der der, la vedo sorridente e abbracciante. Quali motivazioni la spingano a sorridere e ad abbracciare, mi è ignoto. Forse vive in un mondo diverso dal mio. E ci sta bene. O più propriamente, io vivo in un paese diverso dal suo e ci sto male.
lor

CURIOSITÁ

Mi piacerebbe sapere cos’hanno trovato di minimamente interessante i 13 milioni di spettatori nell’ultima (si fa per dire) notte del Festival della canzone italiana di Sanremo.
macchia

UNA BUONA IDEA

Il 4 febbraio si è tenuta a Bologna, sala Borsa, una giornata dedicata agli “Stati generali dell’immaginazione“ per ragionare a 360° sul mondo delle storie, di chi le scrive, le pubblica, le mette in scena, le filma, le disegna. Non un festival, non un’occasione di promozione personale, ma un confronto vero e aperto fra chi ama le storie e non potrebbe vivere senza, un momento per dirsi chiaramente cosa sta succedendo, cosa si vorrebbe che accadesse, per parlare di realtà, speranze, desideri e, perché no, sogni”.
Massimo Carlotto e Patrick Fogli hanno chiamato a raccolta narratori e scrittori per un confronto aperto sulla creatività…
Peccato che io non abbia sentito la chiamata. Forse ero distratto.
Peccato: mi sarei seduto in platea avrei ascoltato con interesse e attenzione il parere di colleghi importanti sul romanzo.
Da anni andavo chiedendo agli amici scrittori di organizzare un incontro con gli autori e i lettori proprio per capire cosa stia succedendo nella letteratura italiana.
Sono contento che qualcuno ci sia finalmente riuscito. E ancor più contento perché ci si è finalmente accorti che il noir ha perso la sua forza. Quando lo raccontai io, anni fa, sembrò che avessi bestemmiato il sacro nome del dio protettore degli scrittori.
Mi auguro che dall’incontro siano venute buone idee e buoni spunti per il futuro del romanzo italiano.
Se pubblicherete gli atti dell’incontro, avvertitemi. E a voce alta, stavolta. Non ve la prenderete se anch’io trarrò giovamento e vantaggi per il mio lavoro dai suggerimenti usciti dalle vostre discussioni.

macchia

UNA CARRIERA ALL’ITALIANA

Cari amici lettori, cerco di riprendere l’attività sul sito.
Lo faccio con una storia esemplare: considerazioni sulla carriera di un uomo che ha cominciato l’attività di critico d’arte augurando a Federico Zeri la morte immediata. Ha finito (ma è solo una speranza) , da politico, auspicando una morte violenta a quella “faccia di merda” del giornalista di Report che tentava di intervistarlo, poi ha esteso l’auspicio ai giornalisti de Il fatto quotidiano, se ho capito bene, pure loro “facce di merda”.
Nei ritagli di tempo (ne ha avuto molto) ha offeso le capre di tutto il mondo che, se lo incontrano, due corna nel culo non gliele toglie nessuno.
Secondo voi, nella sua qualità di cittadino cui sono affidate funzioni pubbliche, ha servito con disciplina e onore il suo paese?
Se vi tormenta il dubbio, consultatevi con il deputato che avete eletto.
Che voi avete eletto perché io non mi sento cittadino di questo paese.
Lunga vita agli onorevoli.
macchia

PS.
C’è un proverbio che gli antichi bolognesi come il sottoscritto ricordano ancora, nonostante il computer e l’intelligenza artificiale. Farà piacere al nostro eroe senza macchia e senza paura. Eccolo:
I azidànt i fèn al gîr d’la mura
e pó i tornen a chi li augùra.
che tradotto per i turisti che arrivano sui barconi, assicura, più o meno, che
gli accidenti fanno il giro delle mura
e ritornano a chi li augura.
rimacchia

Sito ufficiale di Loriano Macchiavelli, scrittore