Contrariamente a quanto sosteneva Pasolini, io non so.

Contrariamente a quanto sosteneva Pasolini, io non so.

Fra lui e il sottoscritto, com’è ovvio, non esiste gara, per cui, io non so.
Non so tante cose, fra le quali non so se la frase di Obama “Guai a chi ha usato i gas” sia stata veramente pronunciata dal signor Presidente Usa o se l’abbia inventata il Fatto Quotidiano. Mettiamo che sia stata pronunciata. Non ho motivi per credere il contrario.
Ma per maggior sicurezza, prendiamo quelle riportate da la Repubblica. Qui non ci sono dubbi, vero? La Repubblica è un giornale serio, vero? “Assad pagherà” e “Obama pensa al blitz”.
Adesso leggete cosa ha detto il signor Kerry (ancora da la Repubblica):

L’attacco con i gas ha sconvolto la coscienza del mondo, è un crimine imperdonabile. Le immagini di intere famiglie, donne, uomini e bambini uccisi nel sonno dentro le loro case sono un’oscenità morale…

Condividiamo tutti l’oscenità morale della strage. Delle stragi, da qualunque parte arrivino.
Allora, che intenzioni avranno i signori Obama e Kerry, secondo voi?
Lo sappiamo: manderanno i loro aerei a bombardare la Siria e uccideranno donne, uomini e bambini esattamente come ha fatto il tiranno con i gas.
Certo, lo sappiamo, morire da svegli e sotto le rovine delle loro case bombardate è diverso che morire nel sonno dentro le loro case.
Volete mettere le moderne, sconsiderate, indiscriminate armi chimiche e una buona, vecchia, amata, casta e pudica bomba sganciata da un aereo in alta quota?
Uccidere con le bombe intelligenti è più umano che con i gas. Così pare la pensino i signori Obama e Kerry.
Ebbene, se questa è la loro convinzione e la convinzione dei benpensanti Usa, europei e di qualunque parte dl globo, sarà ora (e sarà bene) che spieghiamo a costoro (in particolare ai signori Obama e Kerry) che morire è solo e semplicemente morire.
La morte sotto le macerie delle due torri di Ground Zero è la stessa morte che si incontra sotto le macerie della propria casa in Iraq, Siria, Libano, Mozambico, Afghanistan o qualsiasi altro paese di questo nostro inquieto e violento mondo civile.

Temo, amici miei, che sia spuntata l’alba di un’altra guerra che ci massacrerà e ci rimanderà nel medioevo delle coscienze e allora, benvenuti, signori Obama e Kerry, speranze delle genti di buona volontà, fra i potenti che decidono le sorti del mondo senza sentire il parere del mondo.
E ai lettori,
buona fortuna da
loriano

Contrariamente due (e cioè 28/8/13, vigilia della guerra in Siria).

Continuo a non sapere. E Pasolini non mi aiuta.
Cosa significa La prima ondata (di missili Tomahawk) durerà due o al massimo tre giorni, nel mirino ci saranno non direttamente i siti delle armi chimiche (pericoloso colpirli, sostengono gli analisti) ma obiettivi giudicati strategici (la Repubblica, 28/8/13)?
Durerà due o tre giorni? Perché c’è una piccola differenza. In tre giorni di bombardamenti verrà ucciso un terzo di persone (donne, bambini, uomini) in più.
Neppure so il motivo per cui gli analisti ritengano pericoloso colpire direttamente i siti delle armi chimiche. Provo a immaginare. La fantasia non mi manca.
Provocherebbero altre vittime innocenti, oltre a quelle, programmate e previste, derivanti dall’esplosione dei Tomahawk?
Se è così, la mia comprensione: una questione di umanità.
Come, se ho capito bene, è una questione di umanità non disturbare Assad. Infatti:
«Ucciderlo non è nei piani» sostiene l’intelligence Usa. «L’idea è quella di lanciare un messaggio al dittatore, punirlo, fargli capire che non può usare i gas… (idem c.s.).
Anche qui, poiché non so e Pasolini non mi dà una mano, vado a naso. Ucciderlo sarebbe una punizione da poco?
Ha ragione l’intelligence Usa. Lanciano un messaggio, che è ben più doloroso e debilitante della morte, ad Assad.
E io lo immagino Assad che, ricevuto il messaggio (centinaia di suoi sudditi morti nei raid aerei alleati), si dispera per il divieto di non usare i gas. Poi si tranquillizza e pensa, a giusta ragione, che non gli sono state vietate altre armi letali come, per esempio, i missili russi. O i cannoni. Di quale provenienza? Non importa.

In tutto ciò, mi consola constatare che migliaia di siriani, tra i quali donne e bambini, sono in fuga dalla guerra. Almeno questi si salveranno.
Su la Repubblica c’è la foto: guardatela e leggerete sui loro visi la felicità per lo scampato pericolo. Sempre che non muoiano di fame o di una qualche malattia da profughi.

Un ultimo, per ora, non so.
Non so quanti Tomahawk verranno lanciati nei due o tre giorni di messaggi inviati dagli Usa ad Assad e, poiché non so il numero, non posso sapere quanti milioni di persone, nel mondo, si salverebbero da morte certa per fame, sete, malattie… con i dollari risparmiati nella costruzione (e successiva distruzione) dei Tomahawk.
Se avete tempo e voglia, fate voi il conto. Ogni Tomahawk costa un milione e trecento mila dollari. Sempre da la Repubblica, che è una fonte inesauribile di informazioni, a volte anche involontariamente tragicomiche.
Buon lavoro.

loriano.

 

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