Si avvicina – e saranno 40 anni – il mesto anniversario della strage della stazione di Bologna. Einaudi pubblica la ristampa del libro “Strage“, nella collana Super ET, il romanzo di Loriano Macchiavelli (inizialmente pubblicato con lo pseudonimo dell’immaginario esperto in problemi di sicurezza svizzero Jules Quicher) che ricostruisce un possibile movente basandosi sulle informazioni arrivate alla pubblica opinione fino ad oggi. Certo non hanno aiutato a fare finalmente luce su una delle peggiori stragi della nostra Repubblica le “desecretazioni” degli atti disposte dalla direttiva Renzi, documenti pieni di “omissis” e nomi illeggibili, depennati col bianchetto. Praticamente inutili. Un bluff, come ha detto in un’intervista a “Repubblica” a firma Giuseppe Baldessarro il Presidente del comitato familiari delle vittime del 2 agosto, Paolo Bolognesi.
E fa una certa impressione rivedere quelle foto dei volontari che recuperano corpi tra le macerie, proteggendosi naso e bocca con mascherine tornate drammaticamente d’attualità, seppure in un contesto diverso. 40 anni dopo.

La miscela che ha reso possibile il piú orrendo delitto dell’Italia contemporanea, la strage di Bologna, in un romanzo che lascia senza respiro.
(tratto dalla presentazione del libro sul sito: Giulio Einaudi Editore)
«Attenzione: questo è solo un romanzo. Ma come escludere che un romanzo sia piú vero della storia vera?»
Giancarlo De Cataldo
«Loriano Macchiavelli ci regala un magnifico romanzo, denso di colpi di scena e di sorprendenti intuizioni che contendono alle verità faticosamente ricostruite in tante sentenze, plausibilità, razionalità, verità».
Libero Mancuso